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Come nasce una statua di cartapesta

I Maestri cartapestai del Salento da secoli creano statue per chiese e presepi con una tecnica unica nel suo genere che si tramanda di generazione in generazione.

Entriamo nella bottega…….

Le fasi di lavorazione Modellatura delle estremità e del capo
Generalmente le estremità di una statua di cartapesta (testa, mani e piedi) sono modellate dal Maestro Cartapestaio in creta, proporzionate all'altezza del soggetto. Così dalle sue mani sapienti prendono vita i volti dei vecchi pastori dalle mani dure e callose e i rudi calzari del transumante; di giovani pastorelle portatrici di brocche dalle dita affusolate e coi piedi nudi; Madonne dalle dolcissime fattezze e santi dalle espressioni serafiche.

testine e mani in creta

(1) Creazione del bustino e del corpo
Forte dell'antica arte tramandata da padre in figlio o di anni e anni di apprendistato nelle Botteghe dei Maestri, l'artigiano predispone l'anima della statua di Cartapesta intrecciando due fili di ferro a sostegno delle braccia, del tronco e delle gambe del soggetto da realizzare. Successivamente dà il giusto spessore alle parti avvolgendo della paglia con il fil di spago attorno all'ossatura di fil di ferro e creando quello che viene definito "Bustino" o " manichino" dove già si intravedono le forme della futura statua.

manichini in paglia

Preparato il bustino e cotte le estremità ed il capo; testa mani e piedi vengono assemblati formando così il "corpo" della statua.

(2) Fasciatura
A questo punto statua viene "fasciata" con striscioline di carta imbevuta di colla di farina detta ponnula in dialetto leccese (madre lingua leccese - mother toungue) , che rendono la struttura base più resistente e rigida permettendo al maestro di metterla in posa.

manichini rivestiti

 

(3) Vestizione
Una volta definita la posizione della statua e dopo averla fissata su una base provvisoria si inizia la sua "vestizione". Imbevendo i fogli con la colla ( ponnula) e modellando addosso al manichino i vestiti. Questa è la fase in cui tradizione e maestria concorrono a creare un'opera d'arte unica nel suo genere. L'antica memoria nell'arte di plasmare la carta sostiene e guida l'agililità manuale dell'artigiano; i trucchi del mestiere gelosamente custoditi semplificano i passi di questa delicata operazione. Così si creano i morbidi panneggi di madonne e santi, i panni sdruciti di pastori e pastorelle: unendo e sovrapponendo strato su strato, fino al completamento della vestizione.

vestizione

(4) Fuocheggiatura
La Fuocheggiatura è certamente la fase dal maggior fascino. Il Maestro "modella" la carta con dei ferri arroventati: due "materie" quindi, fuoco e carta, tra loro inconciliabili per natura ma "unite" per arte. L'artigiano piega, doma, liscia e fissa la carta grezza dandole ulteriore plasticità e volume, correggendo imperfezioni ed aumentando la consistenza del panneggio.

Questo processo rende inoltre la statua inappetibile ai tarli, nemici agguerriti e causa prima del loro deterioramento negli anni. Per alcune statue, le più tradizionali, le fasi di lavorazioni terminano qui.

       statue fuocheggiate

(5) Coloritura e decorazione

Negli ultimi decenni grazie alla fantasia degli " artisti " cartapestai una semplice patinatura di colore ad olio, ha impreziosito le vesti dei pupi. Patinatura passata direttamente sulla carta fuocheggiata. Questa colorazione si usava e si usa ancora per le statue sacre ma non prima di averle trattate con del gesso caolino mescolato a colla di coniglio. Questo per determinarne un risultato molto simile ad un panneggio ligneo. Ne risulta quindi un originale prodotto dai bei colori ed impreziositi dalla terracotta al naturale, o anch’essa colorata con la " carnagione" ottenuta sempre con colori ad olio.

             

statuina colorata con colori ad olio

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